Ricordi di guerra e di prigionia. Venezia, Galleria di Palazzo Cini, marzo-maggio 2004
Con la precisa volontà di preservare la memoria della propria opera, nel 1989 Renzo Biasion donò alla Fondazione Giorgio Cini una raccolta di disegni e acquerelli eseguiti tra il 1941 e il 1944 durante la 2a Guerra Mondiale. Sono ricordi, bozzetti, impressioni, schizzi eseguiti dall’artista mentre era impegnato negli eventi bellici sul fronte albanese e su quello greco, e nel periodo trascorso come prigioniero nei campi di detenzione in Germania e in Polonia. Nel campo di Biala Podlaska, poi in quello di Langwasser, nella periferia di Norimberga Renzo Biasion, racconta.
La raccolta Biasion si compone di settantatre disegni, eseguiti da Renzo Biasion negli anni che lo videro impegnato al fronte, dapprima con il grado di sottotenente di fanteria durante la Campagna di Grecia (1940-1941), infine come prigioniero deportato in Germania e in Polonia, in un arco cronologico compreso tra il 1941 e il 1944. Questi fogli sono gli unici esemplari che il pittore trevigiano fu in grado di preservare nel corso del secondo conflitto mondiale e che decise di donare personalmente alla Fondazione Giorgio Cini nel 1989. Alle immagini di soldati al fronte, sorpresi dal segno rapido della penna e della matita in attimi di sospensione temporale in cui risalta la compassione per l’essere umano e la sacralità della vita stessa, si alternano i ritratti di bambini, uomini e donne cretesi, incontrati durante quei giorni in cui premeva “la noia delle attese interminabili, nel tempo che non scorre” (Biasion, Tempi Bruciati, 1948). 
“Ieri mi sono messo a disegnare. Seduto per terra ho tentato di rendere questa atmosfera del campo, desolata. Il susseguirsi dei pali, le torri di vedetta, il grigio putrido di ogni cosa. Quel senso di marciume e di avanzo di gavetta che regna ovunque, e ombre che s’aggirano senza pace, come alla ricerca di cose introvabili. E questo cielo così basso, così pesante, da schiacciare quasi le baracche. E il senso, al di fuori, di una campagna che preme nuda e sterminata. E la noia delle attese interminabili, nel tempo che non scorre, e di una lontananza immensa. Tutto ciò ho tentato di realizzare dando risalto alla fila dei pali con la torre di vedetta in fondo e popolando il disegno di ombre curve ed infreddolite, tutte uguali al fine di rendere la piatta uniformità della nostra disperazione. Ma non sono riuscito nel mio intento e ho strappato il disegno ancor prima di finirlo.”Ricordi di guerra e di prigionia
Giuseppe Pavanello (a cura di)
INDICE
Presentazioni
Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia
Giancarlo Galan, Presidente della Giunta Regionale del Veneto
Giovanni Bazoli, Presidente della Fondazione Giorgio Cini
Giuseppe Pavanello,
“Lo spettacolo della bellezza, la calma della natura. Perché tutti gli uomini si agitano?”
Cesare De Michelis,
Scritture di guerra
Giovanni Bianchi,
Una vita d’artista
Giovanni Bianchi,
I disegni di Renzo Biasion della Fondazione Giorgio Cini
Catalogo a cura di Giovanni Bianchi
Chrysa Damianaki,
Sulle orme di Biasion
Mario Montanari,
Il conflitto italo-greco
Gheorghios Panaghiotakis,
La Grecia e la resistenza cretese nella seconda guerra mondiale
